Innovazione e BIM

BIM obbligatorio negli appalti pubblici: cosa devono sapere le imprese

In sintesi

Il BIM obbligatorio negli appalti pubblici è previsto dal Codice dei contratti pubblici con un percorso progressivo per soglie di importo: le stazioni appaltanti devono richiedere i metodi e gli strumenti della modellazione digitale per le nuove opere e per le opere di ristrutturazione al di sopra delle soglie fissate dai decreti attuativi, con estensione graduale nel tempo. Per imprese e professionisti significa investire in software, figure specializzate (BIM manager, BIM coordinator, BIM specialist) e procedure di gestione informativa certificabili.

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BIM obbligatorio negli appalti pubblici: cosa devono sapere le imprese
BIM obbligatorio negli appalti pubblici: cosa devono sapere le imprese — immagine de Il Media Edile

Quando scatta l'obbligo, per quali importi, quali figure professionali servono e quanto costa adeguarsi: la diffusione del BIM — Building Information Modeling — negli appalti pubblici italiani sta entrando nella fase matura, e per migliaia di imprese e studi di progettazione la domanda non è più se digitalizzare i processi, ma con quali tempi e con quali investimenti. Ecco la mappa completa di un passaggio che ridisegna il modo di progettare e costruire le opere pubbliche.

BIM obbligatorio: cosa prevede il Codice degli appalti

Infografica: BIM obbligatorio negli appalti pubblici: cosa devono sapere le imprese
Infografica a cura della redazione de Il Media Edile

Il Codice dei contratti pubblici — D.Lgs 36/2023, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale — ha introdotto l'obbligo di utilizzo di metodi e strumenti di modellazione informativa digitale per le opere pubbliche, con un meccanismo di applicazione progressiva per soglie dimensionali definito dai decreti attuativi. La logica è quella di partire dalle opere di maggiore importo e complessità per scendere gradualmente verso soglie più basse, coinvolgendo nel tempo anche interventi di taglia medio-piccola. La progettazione BIM riguarda sia le nuove costruzioni sia le ristrutturazioni rilevanti, con particolare attenzione alle opere di urbanizzazione e alle infrastrutture.

Il perno operativo è il capitolato informativo della stazione appaltante, che definisce requisiti del modello, livelli di sviluppo informativo, formati di scambio e ambiente di condivisione dei dati. Le offerte devono dimostrare la capacità dell'operatore economico di rispondere a questi requisiti, con ricadute dirette sui criteri di aggiudicazione.

Il percorso di applicazione del BIM negli appalti pubblici italiani
AspettoContenutoImplicazione per gli operatori
Soglie di applicazioneObbligo progressivo per fasce di importo decrescentiMonitorare le soglie vigenti per capire quando si è coinvolti
Capitolato informativoRequisiti del modello definiti dalla stazione appaltanteSaper leggere e rispondere ai requisiti informativi di gara
Figure professionaliBIM manager, coordinator, specialistInvestire in personale formato o in partnership qualificate
Formati e interoperabilitàStandard aperti e ambienti di condivisione datiDotarsi di piattaforme e procedure conformi
Criteri di garaCapacità BIM premiata nei punteggi tecniciTrasformare la competenza digitale in vantaggio competitivo

Le figure professionali e le competenze richieste

La diffusione del BIM ha creato una nuova geografia di professioni nel settore delle costruzioni. Il BIM manager definisce procedure, standard e protocolli di gestione informativa; il BIM coordinator governa la federazione dei modelli multidisciplinari e il coordinamento tra le discipline; il BIM specialist produce e gestisce i modelli delle singole discipline. Secondo gli osservatori di settore, la domanda di queste figure supera l'offerta, e la certificazione delle competenze — secondo gli standard riconosciuti — è diventata un requisito spendibile in gara e sul mercato del lavoro.

Il BIM non è un software da comprare ma un metodo di lavoro da adottare: le imprese che lo interpretano come un semplice adempimento ne raccolgono i costi, quelle che lo integrano nei processi ne raccolgono i benefici.

Osservazioni raccolte dalla redazione tra professionisti della progettazione digitale

L'impatto sulle piccole e medie imprese

Il tema più sensibile riguarda il tessuto delle piccole e medie imprese, cuore del sistema produttivo edile italiano. Per una realtà di pochi addetti, gli investimenti in licenze, hardware e formazione possono essere rilevanti. Le stime degli analisti indicano però che il mercato sta maturando soluzioni proporzionate: servizi BIM in outsourcing, consorzi tra professionisti, piattaforme in abbonamento e percorsi formativi finanziati dai fondi interprofessionali. Gli avvalimenti e i raggruppamenti temporanei permettono inoltre di partecipare a gare con requisiti digitali elevati senza possederli interamente in proprio.

  • Mappare le gare di interesse e verificare le soglie di obbligo BIM applicabili
  • Definire un piano di investimento: software, hardware, formazione del personale
  • Certificare le competenze delle figure chiave secondo gli standard riconosciuti
  • Valutare partnership, RTI o servizi esterni per colmare i gap di competenza
  • Adottare procedure documentate di gestione informativa, riutilizzabili in ogni gara
  • Trasformare la capacità BIM in elemento distintivo dell'offerta tecnica

Dal BIM obbligatorio al cantiere digitale: i benefici attesi

Al di là dell'adempimento, la modellazione informativa promette benefici concreti lungo tutto il ciclo di vita dell'opera: riduzione degli errori di progettazione e delle varianti in corso d'opera, coordinamento preventivo delle interferenze tra strutture e impianti, computi metrici più affidabili, gestione informatizzata della manutenzione futura. Secondo gli osservatori, le esperienze più mature mostrano risparmi sui tempi e sui costi di esecuzione che compensano l'investimento iniziale. La prospettiva di medio periodo è l'integrazione con il digital twin delle infrastrutture e con i fascicoli digitali del fabbricato: per le imprese che sapranno posizionarsi su questa frontiera, il BIM obbligatorio si rivelerà non un vincolo, ma la porta di accesso al mercato delle costruzioni del prossimo decennio.

Domande frequenti

L'obbligo è applicato in modo progressivo per soglie di importo, partendo dalle opere di maggiore dimensione e complessità fino a soglie più basse, secondo quanto stabilito dal Codice dei contratti pubblici e dai decreti attuativi. Le imprese devono verificare le soglie vigenti al momento di ogni gara.

Sì, la disciplina riguarda sia le nuove opere sia gli interventi sul patrimonio esistente al di sopra delle soglie previste, incluse le ristrutturazioni rilevanti e le opere di urbanizzazione. Per l'esistente la modellazione parte spesso da rilievi strumentali e scansioni dello stato di fatto.

Le figure di riferimento sono il BIM manager, che definisce procedure e standard; il BIM coordinator, che coordina i modelli multidisciplinari; e il BIM specialist, che produce i modelli delle singole discipline. La certificazione delle competenze secondo gli standard riconosciuti è sempre più richiesta nelle gare.

I costi variano in base a software, hardware e formazione, e possono essere significativi per le realtà più piccole. Il mercato offre però soluzioni proporzionate: piattaforme in abbonamento, servizi in outsourcing, consorzi tra professionisti e formazione finanziata dai fondi interprofessionali, oltre agli avvalimenti in gara.

L'obbligo normativo riguarda gli appalti pubblici secondo le soglie previste, ma gli effetti si propagano alla filiera: le stazioni appaltanti e i general contractor estendono spesso i requisiti informativi a subappaltatori e fornitori. Nel mercato privato il BIM non è obbligatorio per legge, ma è sempre più richiesto dai committenti evoluti.

Secondo gli osservatori, i benefici principali sono la riduzione di errori e varianti in corso d'opera, il coordinamento preventivo delle interferenze tra discipline, computi più affidabili e una base informativa per la manutenzione futura dell'opera. Le esperienze mature registrano risparmi su tempi e costi che compensano l'investimento iniziale.
ME

Redazione Media Edile

La redazione de Il Media Edile segue ogni giorno cantieri, aziende e normative del settore costruzioni, con l'obiettivo di offrire a imprese e professionisti informazione verificata, classifiche indipendenti e guide pratiche sempre aggiornate.

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